GESU'CONFIDO IN TE

Gesu' e risorto!Gesu'è il vivente!Alleluia!

VIDEOVANGELO

AFORISMI DEL SIGNORE

sabato 27 giugno 2015

"FANCIULLA IO TI DICO:ALZATI"XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B LETTURE: Sap 1,13-15; 2,23-24; Sal 29; 2 Cor 8,7.9.13-15; Mc 5,21-43

Liturgia della Parola

 DOMENICA 


28 GIUGNO 2015





XIII  DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Anno B 


LETTURE:

Sap 1,13-15; 2,23-24Sal 29; 

Cor 8,7.9.13-15Mc 5,21-43


Antifona d'Ingresso   Sal 46,2
Popoli tutti, battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia.



COLLETTA

O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...








PRIMA LETTURA
    
  Sap 1,13-15; 2,23-24
Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo.

Dal libro della Sapienza


Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.
Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano;
le creature del mondo sono portatrici di salvezza,
in esse non c’è veleno di morte,
né il regno dei morti è sulla terra.
La giustizia infatti è immortale.
Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della propria natura.
Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.

 
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.




SALMO RESPONSORIALE

  
Dal Salmo 29

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato. 
 

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre



SECONDA LETTURA

   2 Cor 8,7.9.13-15
La vostra abbondanza supplisca all’indigenza dei fratelli poveri.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest’opera generosa.
Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Non si tratta di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: «Colui che raccolse molto non abbondò e colui che raccolse poco non ebbe di meno»

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.





ACCLAMAZIONE AL VANGELO



Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo
.
Alleluia.



   



Proclamazione del VANGELO




Vangelo  Mc 5, 21-43
Fanciulla, io ti dico: Àlzati!

Dal vangelo secondo Marco

[In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.]
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando 
[dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 

Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.  



C: Parola del Signore.

A: Lode a Te,o Cristo






«Figlia, la tua fede ti ha salvata»


COMMENTO ALLA PAROLA

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28/06/2015

XIII domenica del
Tempo Ordiario


Anno B


"Figlia, la tua fede
ti ha salvata"
dice Gesù


PENSIERO DELA DOMENICA
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donlucioluzzi@virgilio.it 


Gesù è “la risurrezione e la vita”. Con i miracoli del ritorno alla vita della figlia a Giairo e della guarigione della donna con perdite di sangue, Gesù illumina la nostra esistenza. 

Ci richiama alla fede ed apre il nostro cuore a una profonda speranza di vita e di salvezza. Ogni domenica la Chiesa ci propone dei brani della Parola di Dio, fonte inesauribile di insegnamento e linfa vitale per la nostra anima.Il linguaggio di Gesù non è sempre facilmente percepibile, perché non basato sull’assenso della nostra ragione, né condiviso da fatti concreti, tangibili. 


Quando parla di infinito, regno dei cieli, vita eterna, queste verità possono e debbono essere accettate con la fede, il grande dono che il Signore ci ha dato! 

La Liturgia odierna ci presenta un piccolo brano del libro della Sapienza. E’ stato scritto verso la metà del secondo secolo a.c, in greco da un autore assai esperto della lingua. L’attribuzione a Salomone è fittizia; il vero autore è sconosciuto. L’insistenza per tutto ciò che riguarda l’ Egitto potrebbe far pensare ad un ebreo di Alessandria.
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... prese la mano della bambina, le disse:
"Talità kum", che significa "Fanciulla, io ti dico, alzati!"



Dio non ha creato l’uomo perché fosse preda del nulla. Lo ha creato per la vita. La morte è entrata nel mondo per l’invidia del diavolo, e cioè per il peccato dell’uomo!

Con il salmista crediamo che Dio ci farà risalire dall’abisso della morte, dalle situazioni difficili: per questo diciamo:

TI ESALTERO’ SIGNORE, PERCHE’ MI HAI RISOLLEVATO

Il Vangelo di Marco che ci viene proposto in questa domenica XIII del T.O. ci presenta una donna che aveva perdite di sangue; udito parlare di Gesù, viene tra la folla e da dietro tocca il suo mantello. Diceva infatti “…se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata…”

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Gesù è la Via, la Verità e la Vita

La crisi dell’uomo moderno ha le sue radici nell’orgoglio di pretendere di poter fare tutto senza ascoltare la voce di Dio!

Si esalta quando raggiunge grandi traguardi con la scienza, 
si sente padrone dell’universo,
crede che può fare  tutto ciò che vuole, 

spesso si auto distrugge e trova sfogo ai suoi fallimenti 
ribellandosi ed imprecando contro Dio!

Senza la fede è impossibile  sopravvivere a tragedie, sofferenze che spesso sono pane quotidiano della nostra vita terrena.

Ricordati che la fede non è come un oggetto che quando possiedi te ne puoi servire all’occorrenza.

Ripeti spesso 
“...credo Signore, ma aumenta la mia fede…”


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Jesus is Lord

Pensa con gratitudine ai tuoi genitori, quando nei primi giorni della tua esistenza ti portarono al Tempio per ricevere il dono della fede e intesero l’accorato monito del celebrante che disse loro… ”Abbiate cura che questa creatura cresca come figlia della luce”.

Don Lucio Luzzi
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donlucioluzzi@virgilio.it 

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Vie dello Spirito is Don Lucio Luzzi

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Buon canto e buona domenica a tutti!






domenica 14 giugno 2015

"E' IL PIU' PICCOLO DI TUTTI I SEMI,MA DIVENTA IL PIU'GRANDE DI TUTTE LE PIANTE DELL'ORTO" XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B LETTURE: Ez 17,22-24; Sal 91; 2 Cor 5,6-10; Mc 4, 26-34

Liturgia della Parola

 DOMENICA 


14 GIUGNO 2015





XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIOAnno B 


LETTURE:



Ez 17,22-24; Sal 91; 2 Cor 5,6-10; Mc 4, 26-34


Antifona d'Ingresso   Sal 26,7.9
Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto,
non respingermi, non abbandonarmi,
Dio della mia salvezza.



COLLETTA

O Padre, che a piene mani semini nel nostro cuore il germe della verità e della grazia, fa' che lo accogliamo con umile fiducia e lo coltiviamo con pazienza evangelica, ben sapendo che c'è più amore e più giustizia ogni volta che la tua parola fruttifica nella nostra vita.Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...








PRIMA LETTURA
    
  Ez 17, 22-24
Io innalzo l'albero basso.

Dal libro del profeta Ezechiele

Così dice il Signore Dio: «Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami lo coglierò e lo pianterò sopra un monte alto, imponente; lo pianterò sul monte alto d’Israele.
Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico. Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore, che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso, faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco. Io, il Signore, ho parlato e lo farò»

    C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.




SALMO RESPONSORIALE

  
Dal Salmo 91/92

È bello rendere grazie al Signore.
 
È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte.
I1 giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio. 

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi, 
per annunciare quanto 
è retto il Signore,
mia roccia: in lui non c’è malvagita'.



SECONDA LETTURA

   2 Cor 5, 6-10
Sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere graditi al Signore.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo - camminiamo infatti nella fede e non nella visione - siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
ACCLAMAZIONE AL VANGELO 




Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo: chiunque trova lui, ha la vita eterna
Alleluia


Proclamazione del VANGELO




Vangelo Mc 4, 26-34
È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell'orto.
Dal vangelo secondo Marco.

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme ger­moglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene semi­nato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.   



C: Parola del Signore.

A: Lode a Te,o Cristo







«È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell'orto.»


COMMENTO ALLA PAROLA

 a cura dei giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)  



Gesù ci parla in parabole. Egli vuole che attraverso immagini e esempi, tratti dalla vita quotidiana, i suoi preziosi insegnamenti s'imprimano nella mente e nel cuore dei suoi ascoltatori di ogni tempo. Con l'immagine del seme che cresce da solo e del granello di senape, il più piccolo di tutti i semi, vuole fugare per sempre dalla nostra mente la tentazione di immaginare e credere che il Signore Dio, onnipotente e lo stesso Gesù, Verbo incarnato, debbano apparire con manifestazioni grandiose e spettacolari o che noi possiamo da soli garantirci la vita eterna. Tutt'altro! Anche quando si parla del Regno di Dio viene presentato a noi come un piccolo seme che cresce lentamente; sfugge persino alle misurazioni umane perché guidato dal pensiero stesso di Dio. L'umiltà è uno degli insegnamenti che con maggiore insistenza appaiono nel Vangelo e in tutta la Scrittura. Non possiamo dimenticare che per la superbia abbiamo peccato una prima volta e per quello stesso vizio pecchiamo ancora. Il Vangelo ci dice anche che proprio dall'umiltà sgorga invece la potenza divina perché indissolubilmente è legata all'Amore. Così, ciò che appare piccolo e debole ai nostri occhi, racchiude l'immensità stessa di Dio fino a convincerci che dalla morte del seme sgorgano davvero i frutti più fecondi e perenni: è dalla morte di Cristo che fluisce il trionfo dell'amore, la definitiva sconfitta del male e la Sua e nostra risurrezione. Con divina sapienza il Signore ci vuol far sapere che le vicende della nostra umana esistenza, persino dinanzi all'esilio o a qualsiasi dolorosa esperienza, non bisogna mai perdersi d'animo o spegnere la speranza: silenziosamente, ma sempre con amorevole premura il Signore agisce nella nostra storia e anche dopo i percorsi traviati o tortuosi, se confidiamo in Lui, Egli ci riconduce sulla via della salvezza. Ancora una volta il chicco di grano, prima di germogliare e portare frutto, è caduto in terra ed è morto: siamo stati crocifissi con Cristo per risorgere con Lui! Questo è il frutto meraviglioso che possiamo produrre con la nostra vita. Ecco perché nella vita del cristiano non c'è spazio per lo sconforto: Cristo Gesù ci accompagna, ci sostiene, ci guida, dona preziosa fecondità alla nostra vita.



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domenica 24 maggio 2015

"LO SPIRITO DI VERITA',VI GUIDERA' A TUTTA LA VERITA'" DOMENICA DI PENTECOSTE - ANNO B - LETTURE: At 2,1-11; Sal 103; Gal 5, 16-25; Gv 15, 26-27; 16, 12-15

Liturgia della Parola

 DOMENICA 


24 MAGGIO 2015






DOMENICA DI PENTECOSTE 

ANNO B


LETTURE:



At 2,1-11; Sal 103; Gal 5, 16-25

Gv 15, 26-27; 16, 12-15 

Antifona d'Ingresso  Sap 1,7
Lo Spirito del Signore 
ha riempito l'universo,
egli che tutto unisce,
conosce ogni linguaggio. Alleluia.



COLLETTA

O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio ...








PRIMA LETTURA
    
  At 2, 1-11
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». 


    C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.




SALMO RESPONSORIALE

  
Sal 103


Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra. 
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.
 


SECONDA LETTURA

  Gal 5, 16-25
Il frutto dello Spirito.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni,fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio.
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimit
à, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è Legge. Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la car­ne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.


C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


  


Sequenza
 
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Veni, Sancte Spíritus,
et emítte cǽlitus
lucis tuæ rádium.
 Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Veni, pater páuperum,
veni, dator múnerum,
veni, lumen córdium.
 Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.
Consolátor óptime,
dulcis hospes ánimæ,
dulce refrigérium.
 Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
In labóre réquies,
in æstu tempéries,
in fletu solácium.
 O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
O lux beatíssima,
reple cordis íntima
tuórum fidélium.
Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa. 

Sine tuo númine,
nihil est in hómine
nihil est innóxium.
 Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina. 

Lava quod est sórdidum,
riga quod est áridum,
sana quod est sáucium.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato. 

Flecte quod est rígidum,
fove quod est frígidum,
rege quod est dévium.
 Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni. 

Da tuis fidélibus,
in te confidéntibus,
sacrum septenárium.
 Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

Da virtútis méritum,
da salútis éxitum,
da perénne gáudium.

ACCLAMAZIONE AL VANGELO 


 Gv 14,23

Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito, 
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Alleluia


Proclamazione del VANGELO




Vangelo Gv 15, 26-27; 16, 12-15
Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.

Dal vangelo secondo Giovanni



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. 
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché 
non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».



C: Parola del Signore.


A: Lode a Te,o Cristo







«Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità»


COMMENTO ALLA PAROLA

a cura di Don Lucio Luzzi  



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24/05/2015

Domenica di
Pentecoste


Anno B


Lo Spirito Santo
dono del Signore Risorto
PENSIERO DELLA DOMENICA
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donlucioluzzi@virgilio.it 



La Pentecoste era la seconda solennità ebraica, che vuol dire cinquantesimo, perché si celebrava cinquanta giorni dopo la Pasqua, per ringraziare Dio della raccolta. 

Facciamo una fugace sintesi del nostro percorso con la Liturgia. Ricordi il mercoledì delle ceneri quando iniziarono i quaranta giorni di revisione della nostra vita interiore, con impegno alla conversione, ed arrivammo alla Santa Pasqua con quel grido di esultanza, Alleluja, perché Cristo risorto aveva sconfitto la morte? Poi gli ultimi quaranta giorni del corso della vita terrena del Messia, conclusi con l’ Ascensione, ritorno definitivo al Padre, nei cieli.

 E, sempre con la Liturgia, ora siamo alla Pentecoste. Per noi cristiani è la promessa di Gesù che per l’ennesima volta diventa realtà. La missione data agli apostoli era ostacolata dalle loro lacune,titubanze, timori, paure, incapacità… Ma Gesù aveva detto loro“... non temete, vi manderò lo Spirito Santo che vi trasformerà...”. 


Dice Luca, negli Atti degli Apostoli, che “... mentre il giorno di Pentecoste stava per terminare, si trovarono tutti riuniti, insieme alla Madonna, nello stesso luogo, in attesa anche se forse non sapevano esattamente di che cosa...”

 
Senti quanto è bello il racconto: 
“… venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbattesse gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi...”.

 
Vorrei proporti due brevissime considerazioni:

La prima: 
Gesù più volte si è qualificato così “Io sono la verità” e sempre si è avverato quello che  ha detto, come sempre ha mantenuto le sue promesse. Tu pensa nella nostra vita quotidiana quanti condizionamenti hanno i nostri impegni e la nostra giustificazione la sintetizziamo con le nostre solite frasi… ”Mi dispiace, mi è passato di mente; mi dispiace ho avuto molto da fare; mi dispiace ho avuto un contrattempo; mi dispiace non mi è stato possibile, non ci sono riuscito...”. E quante volte gli stessi nostri slogan li usiamo come giustificativi alla continua proposta di vera vita che il Cristo ci sussurra ogni giorno, rispettando però la nostra  libertà.


La seconda:
Quante volte hai pregato con fede lo Spirito Santo, per ricevere i suoi doni? Forse sia per me che per te è il grande dimenticato! E pensare che senza la presenza dello Spirito la Chiesa, popolo di Dio, non esisterebbe. Io penso spesso alle tue non facili condizioni di genitore verso i figli o di persona adulta verso i giovani. Siamo tutti convinti che i rimproveri, le critiche, le prediche, sono spesso controproducenti.
 
Oggi è Pentecoste: 
Rivolgiamoci con umiltà allo Spirito Santo e affidiamo a Lui,
Spirito di consiglio, Spirito di fortezza,
chi della nostra famiglia è motivo di tante ansie e preoccupazioni.


 
Io, per me, faccio oggi questa preghiera: 
VIENI O SPIRITO SANTO E CONSACRAMI TEMPIO DI DIO
VIENI O SPIRITO SANTO A RIFARMI FIGLIOLO DI DIO…



Vuoi fare anche tu questa preghiera?


Don Lucio Luzzi
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