GESU'CONFIDO IN TE

Gesu' e risorto!Gesu'è il vivente!Alleluia!

AFORISMI DEL SIGNORE

domenica 1 marzo 2015

POSA LA TUA MANO SUL MIO CAPO

Posa la tua mano sul mio capo



Signore, Tu sei l'infinito amore
sorgente di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà:
da te vengono e a Te ascendono tutte le cose
Posa la tua mano sul mio capo, o Dio
perché il male e il caos che è in me non mi travolga.

Dacci pace con Te, o Dio
pace con gli uomini,
pace con noi stessi
e liberaci dalla paura

O Signore,
Tu che sei al di sopra di noi,
Tu che sei anche in noi,
Tu che io non conosco,
ma a cui appartengo,
Tu che io non comprendo,
ma che costruisci il mio destino,
fa' che io segua fino in fondo
la via delle tue segnalazioni interori
in amore e pazienza,
in fedeltà e coraggio,
in rettitudine e umilta,
in quiete.

Fa' che io non disperi mai,
perche sono sotto la tua mano
e in Te è ogni forza e bontà.
Nella tua mano, o Signore
ogni ora ha senso e grazia.
elevatezza e pace e consistenza.

Dammi puri sensi per vederti,
dammi umili sensi per udirti,
dammi sensi d'amore per servirti.
dammi sensi di fede perché io dimori saldo in Te.

O Signore, Tu che sei al di sopra di noi,
Tu che sei anche in noi,
fa' che ognuno ti veda anche in me.


Dag Hammarskjold 

"QUESTI E' IL FIGLIO MIO L'AMATO,ASCOLTATELO" II^DOMENICA DI QUARESIMA ANNO B Letture: Gn 22,1-2.9a.10-13.15-18; Sal 115; Rm 8,31b-34; Mc 9,2-10

Liturgia della Parola




DOMENICA


1 MARZO 2015




II^DOMENICA DI QUARESIMA

ANNO B


Letture:

Gn 22,1-2.9a.10-13.15-18Sal 115; Rm 8,31b-34; Mc 9,2-10

Antifona d'ingresso(  Sal 90,15-16  )
Di te dice il mio cuore: 
«Cercate il suo volto».
Il tuo volto io cerco, o Signore.
Non nascondermi il tuo volto.





COLLETTA
O Dio, Padre buono, che non hai risparmiato il tuo Figlio unigenito, ma lo hai dato per noi peccatori; rafforzaci nell'obbedienza della fede, perché seguiamo in tutto le sue orme e siamo con lui trasfigurati nella luce della tua gloria. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.






LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA

 Gn 22,1-2.9a.10-13.15-18
Il sacrificio del nostro padre Abramo

Dal libro della Gènesi

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

    
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 115



Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.


Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.

Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemm
e.
     



SECONDA LETTURA     
   
Rm 8,31b-34
Dio non ha risparmiato il proprio Figlio
 


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?
Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  



ACCLAMAZIONE AL VANGELO
 Cf Mc 9,7

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!».

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
 




PROCLAMAZIONE DEL VANGELO






 VANGELO 



  Mc 1,12-15
Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli.


Dal vangelo secondo Marco


In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. 
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
 
   C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.




«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!»

COMMENTO

ALLA PAROLA DI DIO

Gesù prepara i Suoi alla Sua passione

Come è davvero prezioso questo tempo di austerità, che invita tutti noi a smettere i panni di una dannosa ricerca di felicità nel benessere, che alla fine si rivela un baratro di sofferenze, per ritrovare nella preghiera, nell'ascolto di Dio, in una vita morigerata, chi siamo e cosa ci attende, guardando all'eternità.
Sappiamo - ed è esperienza quotidiana - che ogni giorno o ogni periodo ci mostra la fragilità della nostra esistenza, quando invece desidereremmo quella stabilità che è difficile sulla terra, almeno per quanto riguarda la serenità del cuore.
I passi di Dio, lenti se vogliamo, ma sicuri, che fanno strada alla nostra vita, a volte ci sembrano difficili e oscuri, ma vanno per il verso giusto, perché sono passi di Dio, sempre che li consideriamo così, ma non saprei come pensarli diversamente.
Il Padre, d'altra parte, vuole instaurare con noi un rapporto libero e questa nostra esistenza di creature è il luogo in cui è posta alla prova la nostra libertà e fedeltà, come è ben narrato nella lettura su Abramo, di oggi:
?In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: Abramo, Abramo. Rispose: Eccomi. Riprese: Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va' nel territorio di Moira e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò. Abramo si mise in viaggio.
Essi arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato: qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna. Poi stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l'Angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: Abramo, Abramo!. Rispose: Eccomi. L'Angelo disse: Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio. Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Poi l'Angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: Giuro per me stesso, oracolo del Signore, poiché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e la sabbia che è sul lido del mare: la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché hai obbedito alla mia voce? (Gen 22, 1-18).
Si resta stupiti di fronte a questo racconto: Dio che mette alla prova la fedeltà di Abramo, chiedendo il sacrificio di 'suo figlio, il suo unico figlio'. Abramo si trova così a dover fare la scelta tra Dio, in cui certamente aveva posto la sua fiducia, e la vita di suo figlio, donatogli da Dio in tarda età e l'unico in cui, da padre, certamente aveva riposto tutto il suo affetto.
A chi affidarsi? Leggiamo nel brano che Abramo, interpellato da Dio per ben due volte, rispose con una sola parola: ?Eccomi?, che equivale alla totale obbedienza.
Pur non comprendendo razionalmente la richiesta, con il cuore lacerato, ma sostenuto dal coraggio della fede, dà la preferenza a Dio.
Quante volte nella vita siamo messi nella stessa situazione attraverso il dolore - conseguenza del nostro essere creature - 'permesso' dal Padre, che attende la nostra fiducia totale, il nostro: ?Eccomi!?.
Conosciamo tutti la difficoltà nel dare questa risposta. Più facile obiettare: chiedersi le ragioni, a cui non sappiamo mai dare una risposta. E alcune volte ci scagliamo contro Dio, insensatamente, dimenticando che il dolore è conseguenza del nostro peccato, mai è stato voluto dal Padre, anzi, ha mandato il Suo stesso Figlio per liberarci, anche dalla morte! Ma noi non capiamo e resistiamo.
Non mi riferisco a quelle sofferenze 'superficialì, che a volte ci procuriamo noi stessi con la nostra leggerezza. Penso alle autentiche 'prove della vità, cui siamo chiamati a dare una risposta. I Santi sapevano sempre dire un pronto e a volte entusiastico 'Sì', leggendo la loro storia alla luce di un Dio Amore, che non si permetterebbe mai di farci soffrire, semmai 'permette' che accada, solo se è per il nostro bene, mai lasciandoci soli, se noi lo vogliamo.
Ripenso alla storia del mio caro Fondatore, Antonio Rosmini, uomo e religioso di autentica grandezza.
Godeva della stima e dell'amicizia dei Pontefici del suo tempo, tempi politicamente difficili. Sembrava incrollabile la stima che si aveva verso di lui. Ma venne il giorno della prova, quando, non solo fu abbandonato da tutti, ma vide le sue grandi opere - come le 'Cinque piaghe della Chiesa' ? ?oscurate? da alcuni brani messi addirittura all'Indice. Gli fu imposto il silenzio.
E lui si ritirò a Stresa, nell'istituto da lui fondato, continuando a scrivere, fedele al silenzio. Era come sentirsi 'sepolto' dalla storia.
Non così la sua fede, che rimase intatta, tanto che al grande Manzoni, amico fedelissimo, che gli chiedeva, in punto di morte, come avrebbe potuto stare senza di lui, dettò la legge della sua serenità: ?ADORARE, TACERE, GODERE?. Ci vollero tanti anni perché si svelasse il piano dì Dio. Oggi è beato: da sepolto a risorto, anche davanti agli uomini.
O ripenso a quando parroco di Santa Ninfa', nel Belice, dopo 10 anni di dura fatica pastorale, nel 1967, insieme al mio vescovo, celebravamo la gioia di una comunità risorta, meravigliosa: un vero miracolo, dopo anni di fatiche e sofferenza. Non passarono neanche due mesi da quel giorno e il 16 gennaio '68, il tremendo terremoto mandò in briciole tutto: la stupenda chiesa che avevamo appena ristrutturata e, in qualche modo, mise allo sbando la stessa comunità, che avevamo allevato con la Grazia di Dio. Ricordo come quella terribile notte, uscendo illeso dalla casa canonica, l'unica rimasta in piedi perché fabbricata con sistemi antisismici, corsi in piazza, totalmente distrutta, a vedere cosa era successo alla Chiesa Madre: sbriciolata. Mi chiesi: 'Perché?' e rivolto al cielo dicevo: 'Signore, fammi capire come ci ami'. Mentre parlavo con Dio venne un mio giovane a chiedere aiuto per la famiglia, rimasta sotto le macerie. Mi risvegliai subito e fu il mio 'eccomi, Signore', iniziando la fatica di ricostruire speranza e comunità.
Ma penso, e sono certo, che tutti, anche voi che mi leggete, abbiate vissuto, o forse vivete il dramma di Abramo. Lui non fece domande, disse solo: ?Eccomi?.
La sua era una profonda e sicura fede, che difficilmente possediamo, ma dobbiamo sapere che, nella prova, Dio e vicino e attende solo il nostro ?sì?.
Gesù sapeva che anche i Suoi apostoli, che aveva scelto, formato alla Sua sequela e con i quali aveva tessuto un'amicizia e fiducia senza limiti, per essere poi capaci di donarla alla Chiesa, erano fragili. Da qui l'episodio della Trasfigurazione, come a dire: ?Nella prova, sappiate Chi sono!?. Narra il Vangelo di Marco:
?Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò su un monte alto, in un luogo appartato, soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e discorrevano con Gesù. prendendo la parola Pietro disse a Gesù: Maestro, come è bello stare qui; facciamo tre tende, una per Te, una per Mosè e una per Elia! Non sapeva infatti cosa dire, perché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: Questi è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo! E subito, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire resuscitare dai morti? (Mc 9, 1-9).
Sappiamo tutti quello che avvenne dopo la cattura di Gesù - gli evangelisti non hanno fatto ?censure?! - la fuga degli apostoli, il tradimento di Pietro. Davanti alla prova la debolezza degli Apostoli ebbe il sopravvento. Ma il terzo giorno, la resurrezione di Gesù fu la conferma della trasfigurazione.
Commentava il nostro grande Paolo VI:
?Alla luce della croce, il dolore (e possiamo intendere ogni miseria, ogni infermità, ogni debolezza, ogni condizione di vita che sia deficiente e bisognosa di rimedio) appare stranamente assimilabile alla passione di Cristo, quasi chiamato ad integrarsi con quella, quasi una condizione di 'favore' rispetto alla redenzione operata dalla Croce del Signore. Il dolore diventa sacro. Una volta la sofferenza appariva pura disgrazia, pura inferiorità, più degna di disprezzo e di ripugnanza che meritevole di compassione, di comprensione, di amore. Chi ha dato al dolore dell'uomo, il suo carattere sovrumano, oggetto di rispetto, di cura e di affetto, è Cristo paziente, nostro fratello di ogni povero, di ogni sofferente. Vi è di più. Cristo non mostra soltanto la dignità del dolore. Cristo lancia una vocazione al dolore. Bisogna ripensare al prodigio della Trasfigurazione; bisogna accogliere il monito che riempie il cielo di Cristo e ci invita ad ascoltarLo. Fu un'ora unica e prodigiosa quella che i discepoli fedeli trascorsero quella notte sul Tabor, ma sarà un'ora continuata e consueta per noi se sapremo tenere fisso lo sguardo sul viso dei Cristo e della Chiesa per scorgere la faccia nascosta, la faccia vera, la faccia interiore del Signore e del Suo Corpo mistico e la nostra meraviglia, la nostra letizia non avranno più misura né smentita. Scoprire il volto trasfigurato di Cristo per sentire che Egli è ancora e proprio per noi la nostra luce. Quella che rischiara ogni scena umana, ogni dolore e le dà colore e risalto, merito e destino, speranza e felicità? (21. 02. 1964).
Vorrei oggi farmi vicino a quanti dei miei amici sono nella prova o nella sofferenza, che sono il drammatico e pericoloso buio dell'anima, ma sono anche la prova dell'Eccomi!, che diciamo al Padre, che ci ama.
Ci dia tanta fede, come quella di Abramo, che non fece discussioni, ma rispose, nascondendo il suo atroce dolore, in un meraviglioso 'Eccomi'.
Ci dia la forza di dire con il beato Rosmini: 'Adorare, tacere, godere', pur con le lacrime nel cuore. Fuori di questa ?trasfigurazione? del dolore, c'è solo la disperazione che fa sprofondare ogni amore alla vita e a Dio.
Con madre Teresa di Calcutta preghiamo:
O Gesù, Tu che conosci la sofferenza,
concedimi che oggi e in ogni giorno
io possa vederti sotto le spoglie dei Tuoi malati o sofferenti
e offrendo loro la mia attenzione possa servirTi.
Caro malato o comunque tu che sei nella sofferenza,
mi sei ancora più caro perché rappresenti il Cristo.
Dammi, Signore, questa visione di fede e che l'amore non manchi mai.

Mons.Antonio Riboldi


 GESU' DI NAZARETH Blog

presenta il VideoVangelo correlato
"Questi è il figlio mio diletto,ascoltatelo"











domenica 22 febbraio 2015

" NON DI SOLO PANE VIVRA' L'UOMO,MA DI OGNI PAROLA DI DIO" I^DOMENICA DI QUARESIMA ANNO B Letture: Gn 9,8-15; Sal 24; 1 Pt 3,18-22; Mc 1,12-15

Liturgia della Parola




DOMENICA


22 FEBBRAIO 2015





I^DOMENICA DI QUARESIMA

ANNO B

Letture:

Gn 9,8-15Sal 24; 1 Pt 3,18-22Mc 1,12-15

Antifona d'ingresso(  Sal 90,15-16  )
Egli mi invocherà e io lo esaudirò;
gli darò salvezza e gloria,
lo sazierò con una lunga vita.





COLLETTA
O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.






LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA

 Gen 9,8-15
L'alleanza fra Dio e Noè liberato dalla acque del diluvio.

Dal libro della Gènesi
  

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra».
Dio disse:
«Questo è il segno dell’alleanza,
che io pongo tra me e voi
e ogni essere vivente che è con voi,
per tutte le generazioni future.
Pongo il mio arco sulle nubi,
perché sia il segno dell’alleanza
tra me e la terra.
Quando ammasserò le nubi sulla terra
e apparirà l’arco sulle nubi,
ricorderò la mia alleanza
che è tra me e voi
e ogni essere che vive in ogni carne,
e non ci saranno più le acque per il diluvio,
per distruggere ogni carne».
  
    
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 24



Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.



SECONDA LETTURA     
   
1Pt 3,18-22
Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi. 
 
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 

 
Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua.
Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  



ACCLAMAZIONE AL VANGELO
Mt 4,4b

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
 




PROCLAMAZIONE DEL VANGELO






 VANGELO 



  Mc 1,12-15
Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli.


Dal vangelo secondo Marco


In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
    
 
   C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.






COMMENTO

ALLA PAROLA DI DIO

a cura di Don Lucio Luzzi

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22/02/2015

I domenica
di Quaresima


Anno B


Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni Parola di Dio


PENSIERO DELLA DOMENICA
+ VIDEO CORRELATO
donlucioluzzi@virgilio.it 

La Liturgia di questa Prima Domenica di Quaresima ci presenta Gesù che antepone alla sua missione, ardua e difficile, un periodo (40 giorni) di preghiera e sacrificio nel deserto nel quale è costantemente tentato da satana. Tempo di Quaresima, tempo di riconciliazione e perdono. 

La prima tentazione per noi è questa: …eh ancora c'è tempo a Pasqua! Invece queste settimane passeranno velocissime! Allora cosa dobbiamo fare? Nei tempi antichi, in questo periodo, si teneva un atteggiamento che per noi è sconcertante. 

I più convinti della necessità del perdono si mettevano in queste domeniche lungo i gradini esterni della Chiesa, con un cartello ben visibile, dove c'erano elencati i propri peccati. La gente passava, leggeva e loro accettavano questa vergogna. 
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"Lo spirito sospinse Gesù nel deserto
e vi rimase quaranta giorni, tentato da Satana"

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C'è nella Bibbia una pagina nera della storia di Re Davide!

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Una raffigurazione del Re David

Un giorno passeggiando sulla terrazza del palazzo vide una donna, molto avvenente, che faceva il bagno. Si invaghisce di lei ed il turbine della passione lo travolge, dando sfogo ai suoi istinti. Dopo un pò di tempo la donna, di nome Betsabea, gli dice che è incinta!

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Re David e Betsabea

E qui scatta la sua vigliaccheria. Uria, marito della donna, era in servizio continuo, giorno e notte, alle porte della città. Davide disse qindi ad Uria di andare a casa a lavarsi i piedi ( espressione aramaica equivalente a ”stasera va a dormire e a fai l'amore con tua moglie”).

Ma Uria non andò e Davide lo fece mettere in prima fila nella battaglia; così fu colpito a morte.

Tutto risolto; ma la coscienza torturava e diceva a Davide: sei un vigliacco, un assassino! Il re allora depose le vesti regali, si mise cenere sul capo, e andando per le vie della città a tutti diceva le oscenità che aveva compiuto e declamava:

Pietà di me o Dio, cancella il mio peccato ...
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto...
(Salmo 50)

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Nella nostra vita moderna queste richieste di perdono a Dio, non sono proponibili. Ma vogliamo cominciare a mettere un pò di ordine nel nostro animo?

Se ci mettiamo segretamente in rapporto con Dio,
potremo dire a cuore aperto

"Dio grande e misericordioso, abbi pietà di me,
 perché anche io sono un peccatore... "

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Tutti i sentimenti del Signore
sono amore e fedeltà

E mentre gli altri ci possono criticare e condannare
per il nostro operato, saremo invece subito oggetto
della Misericordia infinita di Dio, che dice a ciascuno di noi:
”Tu conosci la via del bene, ma spesso percorri la via del male; io però continuo sempre a volerti bene...”
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Jesus Christ is Lord

In questa prima settimana di Quaresima
prova a sfogarti con Lui!


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Cominceremo, tu ed io, il cammino della serenità interiore, per arrivare alla grande gioia della prossima Pasqua.

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Don Lucio Luzzi

Vie dello Spirito
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Buona Quaresima a tutti!