GESU'CONFIDO IN TE

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VIDEOVANGELO

AFORISMI DEL SIGNORE

domenica 7 febbraio 2016

"LASCIARONO TUTTO E LO SEGUIRONO" V^DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno C LETTURE: Is 6,1-2,3-8; Sal 137; 1 Cor 15,1-11; Lc 5,1-11

Liturgia della Parola

Domenica


7 FEBBRAIO 2016




V^DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anno C 




  
LETTURE: 

Is 6,1-2,3-8; Sal 137; 1 Cor 15,1-11; Lc 5,1-11
 
Antifona d'ingresso  Sal 94,6-7 

Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio.






COLLETTA
Dio di infinita grandezza, che affidi alle nostre labbra impure e alle nostre fragili mani il compito di portare agli uomini l'annunzio del Vangelo, sostienici con il tuo Spirito, perché la tua parola, accolta da cuori aperti e generosi, fruttifichi in ogni parte della terra.Egli è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.





LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA

    Is 6,1-2.3-8
Eccomi, manda me!
Dal libro del profeta Isaia

Nell’anno in cui morì il re Ozìa, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».

  C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 137

Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.
   


SECONDA LETTURA     

1 Cor 15,1-11 forma breve  15, 3-8.11
Così predichiamo e così avete creduto.
 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano![ A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. 
 ]
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me. 
[ Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.  ]
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  



ACCLAMAZIONE AL VANGELO
Mt 4,19

Alleluia, alleluia.

Venite dietro a me, dice il Signore, 
vi farò pescatori di uomini.

Alleluia. 





PROCLAMAZIONE DEL VANGELO






VANGELO Lc 5,1-11



Lasciarono tutto e lo seguirono.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». 
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
 

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


«Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini»
 



RIFLESSIONE 


AL 

VANGELO

a cura di Don Lucio Luzzi


“Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”


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V domenica del
Tempo Ordinario


Anno C


“Non temere; d’ora in poi
sarai pescatore di uomini”

PENSIERO DELLA DOMENICA
+ VIDEO CORRELATO
donlucioluzzi@virgilio.it 

Quanto è diverso lo stile di Dio da quello umano! Se una persona aspira ad ottenere un posto, una promozione, si comincia dalla presentazione di un curriculum vitae, con elenco dei vari titoli ed esami, poi da un colloquio preventivo, un periodo di prova, una assunzione a tempo determinato e forse ci si ferma lì. Determinanti poi, il più delle volte, le raccomandazioni! Tutto all’opposto le chiamate di Dio. 

Isaia, nato nel 768 a.c. vive a Gerusalemme, appartiene a famiglia agiata, è molto colto, sposato con almeno due figli. Dio lo chiama: ”Va profetizza”. Non c’è contratto, né una garanzia scritta da parte di Dio. Isaia non chiede spiegazioni, chiarimenti, assicurazioni. Compie la sua missione e finirà ucciso,segato nel mezzo con una sega di legno. 

Arriva Cristo e stesso metodo: era sulle rive del lago di Genezareth perché a causa della gran folla la sinagoga non era più capiente.

 


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Gesù e gli apostoli
sulle rive del lago


Ci sono dei pescatori che hanno altri problemi, avendo pescato inutilmente per tutta la notte; e Gesù chiede il favore di salire sulla barca, scostarsi un po’ e di parlare alla folla.

I due pescatori, Simone e Andrea, pensavano al fallimento di una intera notte di lavoro e Gesù diventa anche provocatorio quando dice a Simone “...prendi il largo e calate le reti per la pesca!”.

La risposta di Simone è molto logica: ”Maestro abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla… ma sulla tua parola…". E presero una quantità enorme di grossi pesci.
Gesù disse a Simone:“...non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini”

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Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono!

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Se vogliamo ottenere dei risultati nella nostra vita, dobbiamo accettare questo stile di Cristo.

Isaia non chiese spiegazioni e garanzie. Simone e Andrea fecero quello che aveva detto Gesù, anche se era tutto illogico.

Quanto diverso il nostro atteggiamento
verso la Parola di Dio!

Per noi è sempre determinante il nostro ragionamento, le nostre motivazioni e soprattutto nei rapporti con Dio siamo noi che poniamo delle condizioni e addirittura proponiamo a Lui quello che deve fare per il nostro bene (che è quasi sempre di carattere materiale).

Dio invece chiama ciascuno di noi a compiere la nostra missione, nella famiglia, nel lavoro, nella società in cui viviamo.
Non riusciremo mai a capire il silenzio di Dio!

Ma ricordati che se hai il coraggio di seguire ciecamente il Suo volere, non ti troverai mai deluso e abbandonato.

Non computare mai i tempi di Dio, con le tue esigenze immediate! Fidati ciecamente di Lui.
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C’è una espressione che Gesù disse a Simone e 
ripete continuamente a ciascuno di noi:
“NON TEMERE”

Sta tutto qui il segreto della vera fiducia in Dio creatore che ci guida e ci governa.


Don Lucio Luzzi
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CIAO ZIA....




















PREGHIERA IN RICORDO DI
MIA ZIA ADELE
NEL GIORNO DELLA SUA SALITA
A DIO PADRE ONNIPOTENTE
6 FEBBRAIO 2016



“Nella casa del Padre mio c’è molto posto.
Altrimenti ve lo avrei detto.
Io vado a prepararvi un posto”

(Gv 14,2)


Padre, apri alla nostra sorella Adele la porta,
la porta del Tuo Cielo, la porta del Tuo Cuore;
a tutti i tuoi figli saliti da Te, apri la porta della felicità.
Se non possono bussare alla Tua porta e se devono attendere,
bussiamo noi per loro, con la nostra preghiera.


“ Allora il re dirà ai giusti: Venite, voi che siete benedetti dal Padre mio; entrate nel regno che è stato preparato per voi fin dalla creazione del mondo”
(Mt 25,34)


Padre, apri ad Adele la porta,
poiché a chi bussa con perseveranza hai promesso d'aprire;;
e chiunque domanda, è sicuro di ricevere.


“ Uniti a Gesù Cristo, Dio ci ha risuscitati
e ci ha portati nel suo regno per farci regnare con Lui”




Padre, apri ad Adele la Tua casa,
Tu che vuoi riempirla di tutti quelli che ami e far loro gustare
la gioia di vivere insieme nella Tua intimità.
Ammettili al banchetto che per loro Hai preparato fin dall'eternità,
perché possano festeggiare le nozze di Tuo Figlio con l'umanità.


“Ancora una volta il Signore manderà il suo Spirito. La terra deserta diventerà un giardino,e il giardino una foresta, e in essi regneranno la giustizia e il diritto” (Is 32, 15-16)


Padre, accogli Adele nella Tua casa,
lo Spirito che ha abitato nel loro corpo corruttibile li rivesta di immortalità.


“Dopo vidi ancora una grande folla di persone di ogni nazione, popolo, tribù e lingua, che nessuno riusciva a contare. Stavano di fronte al trono e all’Agnello, vestite di tuniche bianche,e tenendo rami di palma in mano” (Ap 7,9)


Padre accogli Adele nella Tua casa
e con Maria e i Santi possiamo un giorno incontrarli in Paradiso.


Signore, ti affido le anime dei miei cari Defunti
CONCETTA,
ROCCO,
NICOLA,
MARIA,
CARMINE,
GIUSEPPE,
ANTONIO,
ADELE


Accoglili nel Tuo Paradiso
Tra i Tuoi Angeli,
Manda il Tuo Spirito o Signore,
Sulla famiglia di ADELE, sulle sorelle,i fratelli
i nipoti
Manda il Tuo Spirito o Signore
su ogni famiglia che piange un proprio caro
Perché come Gesu’ci ha promesso,
nel Paradiso un giorno,
ci ritroveremo tutti assieme, con i nostri cari Defunti.
Per Cristo,nostro Signore


CARISSIMA E AMATISSIMA ZIA ADELE,
Ti accolga il Signore, Gesù Cristo il tuo Salvatore,
tu possa vedere il Suo volto splendente di gloria.

Ti accolga la Vergine, dolce madre di Cristo qui in terra.
Tu possa abitare con la dolce tua Madre del Cielo.

Ti accolgano i martiri e con questi fratelli più forti,
tu possa aver parte alla gloria che Cristo ci ha dato

Ti accolgano i poveri e con Lazzaro, povero in terra,
tu possa godere tutti i beni eterni del Cielo.

Ti accolgano gli angeli e ti portino al trono di Dio,
tu possa sentire la Sua voce di Padre benigno.

In paradiso ti accolgano gli angeli e i santi,
ti accolgano nella pace di Dio.




  IN CRISTO GESU' ORA
MIA AMATISSIMA ZIA ADELE
SEI TRASFIGURATA
CONTEMPLI E HAI VEDUTO
IL VOLTO DELL'ALTISSIMO
LA GLORIA DI GESU'RISORTO
E LO SPIRITO SANTO TI HA
IMMERSO NEL BATTESIMO 
ETERNO DELL'AMORE
DI DIO NOSTRO PADRE 

AMEN



O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,confido in Te


DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Morte di Lazzaro, amico di Gesù
1 Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato.2Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
4All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato»5Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. 6Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. 7Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». 8I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?»9Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». 
11Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». 12Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà».13Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. 14Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto 15e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!»16Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Gesù incontra Marta e Maria
17Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. 18Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri 19e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. 20Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». 23Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». 24Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno». 25Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». 27Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
28Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». 29Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. 30Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. 
32Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». 33Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, 34domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!».35Gesù scoppiò in pianto. 36Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». 37Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».



Gesù risuscita Lazzaro
38Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. 39Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». 40Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?»41Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. 42Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».


CRISTO E'DAVVERO RISORTO,

HA SCONFITTO LA MORTE E IL PECCATO
 E CON 
LUI RISORGEREMO 
A VITA NUOVA

CIAO ZIA,TI VOGLIO BENE!

DALL'AURORA AL TRAMONTO
CERCO TE MIO SIGNORE GESU'




"IL SUO VOLTO BRILLO'COME IL SOLE"
(Mt.17,1-9)

                                         


SIGNORE GESU' NELLA PREGHIERA TI AFFIDIAMO LE SORELLE,I FRATELLI ,  NIPOTI E I FAMILIARI TUTTI DI MIA ZIA ADELE,TI PREGO PER LE SORELLE DI ADELE,IN PARTICOLARE MIA MAMMA CHE HA PERSO LA SUA AMATISSIMA SORELLA ALLA QUALE ERA LEGATISSIMAPER TUTTI NOI, CHE PIANGIAMO NEL DOLORE,SCENDA SU DI NOI LA TUA MISERICORDIA IL TUO AMORE....LA TUA PASSIONE SIGNORE GESU' HA ANNIENTATO LA MORTE...........NEL BRANO DI GIOVANNI CHE NARRA LA RESURREZIONE DA PARTE TUA A LAZZARO,TU DICI A MARTA:"Io sono la Resurrezione,e la Vita chi crede in me anche se muore vivrà,credi tu questo?"
E MARTA DA UNA RISPOSTA STUPENDA:"«Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».Ecco Signore Gesu'è cosi che vogliamo dirti io e la mia famiglia in questo momento di dolore,proprio come Marta
TU SEI IL CRISTO,IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE COLUI CHE VIENE A SALVARCI.




CARO ZIA SARA'DURA OGGI SALUTARTI,MA IO SO CHE DA LASSU' CON CRISTO RISORTO VEDI A NOI NEL DOLORE E CI DICI :"NON PIANGETE,IO STO BENE E VIVO NELLA GLORIA DEL RISORTO",
MA PERMETTIMI DI DIRTI MIO AMATISSIMO ZIA:

TI VOGLIO BENE


TUO PER SEMPRE



domenica 31 gennaio 2016

"NESSUN PROFETA E' BENE ACCETTO NELLA SUA PATRIA" IV^DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno C LETTURE: Ger 1,4-5.17-19; Sal 70; 1 Cor 12,31-13,3; Lc 4,21-30

Liturgia della Parola

Domenica


31 GENNAIO 2016




IV^DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anno C 




  
LETTURE: 

Ger 1,4-5.17-19; Sal 70; 1 Cor 12,31-13,3Lc 4,21-30

Antifona d'ingresso  Sal 105,47

Salvaci, Signore Dio nostro,
e raccoglici da tutti i popoli,
perché proclamiamo il tuo santo nome
e ci gloriamo della tua lode.






COLLETTA
Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l'anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo. Egli è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.





LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA

    Ger 1,4-5.17-19
Ti ho stabilito profeta delle nazioni.
 

Dal libro del profeta Geremia
   

Nei giorni del re Giosìa, mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto,
prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni.
Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi,
àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò;
non spaventarti di fronte a loro,
altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro.
Ed ecco, oggi io faccio di te
come una città fortificata,
una colonna di ferro
e un muro di bronzo
contro tutto il paese,
contro i re di Giuda e i suoi capi,
contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».
   


  
  C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 70

La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami.

Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.

Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.

La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.




SECONDA LETTURA      
1 Cor 12,31-13,13 forma breve  13, 4-13

Rimangono la fede, la speranza, la carità; ma la più grande di tutte è la carità.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi   


Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo, per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
[ La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!
 ]
 
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  



ACCLAMAZIONE AL VANGELO
Lc 4,18

Alleluia, alleluia.

Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia. 





PROCLAMAZIONE DEL VANGELO






 VANGELO 




Lc 4,21-30
Gesù come Elia ed Eliseo è mandato non per i soli Giudei.
Dal vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». 
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


«Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»
 



RIFLESSIONE 


AL 

VANGELO

a cura di Don Lucio Luzzi


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IV Domenica T.O_C
 
"Nessun profeta è
accetto nella sua patria"
 
PENSIERO DELLA DOMENICA
 
Oramai la Liturgia, lasciato tutto il periodo di prima giovinezza di Gesù, segue la Sua vita pubblica, il suo insegnamento, gli ostacoli che incontra; tutto in prospettiva del 4 Aprile prossimo, con la fine, umanamente ingloriosa del Messia, che aveva promesso, garantito tanto, e i suoi acerrimi nemici crederanno di metterlo a tacere per sempre, portandolo sul patibolo.

Gesù, saputo dell'imprigionamento del Battista, ordinato da Erode Antipa, per allontanarsi dal pericoloso controllo dell'empio sovrano, ritorna in Galilea.
 
E' questo il momento in cui "la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi". 
 
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Gesù nella sinagoga 
 
"Si recò a Nazareth, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere".

Ogni centro palestinese aveva almeno una sinagoga (luogo di preghiera e di istruzione).

Era costituita da una sala a tre navate (contornata da un matroneo per le donne), orientata in modo che i fedeli fossero rivolti verso Gerusalemme, con un atrio dove era la vasca per le abluzioni, e qualche stanza adiacente per la scuola dei fanciulli e per ospizio dei pellegrini; in un armadio della sala, erano sistemati i rotoli dei libri sacri.

Le riunioni si tenevano specialmente il sabato (ma anche il lunedì e giovedì).

Si iniziava con la preghiera comune ("sema" = ascolta, Israele); seguiva la"semònèesrè" (diciotto benedizioni o preghiere); si leggeva quindi la Bibbia, prima in ebraico, poi in aramaico, lingua allora parlata dal popolo. Seguiva una esortazione e infine un'altra preghiera e la benedizione.


Gesù si regola in tutto da buon israelita; entra nella sinagoga, in giorno di sabato, si offre di leggere e, secondo la consuetudine, si alza in piedi "... gli occhi di tutti, nella sinagoga, stavano fissi su di Lui, in trepida attesa delle rituali esortazioni...".

E Gesù si qualifica come Messia (ma il discorso non è riportato dall'evangelista Luca).

Da questo breve spaccato della vita pubblica di Cristo, cogliamo due insegnamenti, certamente utili per noi.

E' sorprendente la religiosità del popolo israelita e il suo bisogno dell'ascolto della parola di Dio, se la paragoniamo alla nostra aridità ed insofferenza ad una meditazione lenta, per assimilare ogni particolare.

Ci pensate, a volte, il nostro gradimento va per quella Chiesa, dove la Messa è corta (come si dice in gergo popolare); così in una manciata di minuti, ci sembra di aver assolto al precetto festivo ed usciamo di Chiesa, come siamo entrati, con la nostra aridità.

Ci sono i lettori che non sempre sono di nostro gradimento, o simpatia, e quando siamo fuori del tempio, c'è una apparente critica benevola, ma pungente, perché inconsciamente, scatta in noi un vago sentimento di invidia...

E' quello che avvenne tra i paesani di Gesù.

Avevano seguito con raccoglimento la preghiera, le letture,e le esortazioni, ma poi, in piazza, è spontaneo, anche per loro, dire: "... ma questo non è il figlio di Giuseppe ?... E chi si crede di essere?".
 
Signore mio, sgombra dalla mia mente ogni riferimento o raffronto, perché, nel mio cuore, la PAROLA DI DIO diventi feconda e mi guidi nei meandri dei mio quotidiano.

 Don Lucio Luzzi





Don Lucio Luzzi

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